La Mostra di Raffaello a Bergamo con itinerario nel Parco del Romanico degli Almenno

17 febbraio 2018 ore 8.30

La mostra “Raffaello e l’Eco del mito”

La mostra racconta la formazione del maestro urbinate, la sua attività e la sua fortuna attraverso preziose opere in prestito dai più importanti musei del mondo, tra cui la National Gallery di Londra, il Staatliche Museen zu Berlin – Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca e lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo, in dialogo con grandi maestri dal ‘400 e dei giorni nostri.
Oltre venti lavori originali di Raffaello, opere di Memling, Berruguete, Perugino, Pintoricchio e Signorelli ricostruiscono con rigore uno spettacolare contesto culturale di altissimo livello, offrendo un percorso emozionante che restituisce Raffaello alla dimensione più alta del mito.

Il percorso espositivo si completa di un «corpus» scelto di opere del Novecento e del XXI secolo realizzate dagli artisti che meglio ne hanno raccolto l’eredità. L’influenza dell’artista urbinate si ritrova infatti nei «d’après» di Luigi Ontani, nel tratto di Pablo Picasso, nella magia pittorica di stampo classico di Giorgio de Chirico e di molti altri.

I Monumenti del Romanico degli Almenno

A 10 km da Bergamo, il Parco del Romanico degli Almenno, vero e proprio museo diffuso compreso nel territorio tra Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore, include gioielli architettonici straordinari che rientrano per importanza, nel circuito internazionale del Romanico Europeo.


Ad Almenno San Bartolomeo c’è la Rotonda di S.Tomè, la cui struttura, a pianta circolare, è una rarità per l’XI e XII secolo e richiama poche altre chiese quali il S. Lorenzo di Mantova e il Duomo di Brescia. E’ costituita da tre cilindri sovrapposti, che vanno restringendosi dal basso verso l’alto.Il territorio su cui sorge la rotonda, faceva parte di un ben più ampio comprensorio abitato già in epoca precristiana dai Galli Cenomani, tradizionali alleati di Roma di cui acquisirono la cittadinanza nel 49 a.C. Con la conquista longobarda Lemine divenne una corte regia molto importante sia per avere ospitato alcuni re longobardi sia per essere stata, nella prima fase del consolidamento del potere longobardo, un crocevia militare di notevole valenza politica; il toponimo Lemine sarà sempre più documentato nelle diverse varianti che porteranno poi a quelle di Almenno, Almé e così via.


Non lontano, ad Almenno San Salvatore, possiamo ammirare la chiesa di San Giorgio. Si tratta di un edificio romanico risalente al XII secolo a struttura basilicale a tre navate tipiche dello stile romanico lombardo;l’importanza di San Giorgio nella storia dell’arte è dovuta, oltre che alla notevole struttura, anche agli affreschi che ornano le sue pareti: si tratta di opere di grande bellezza che nell’insieme costituiscono uno scenario policromo di grande impatto visivo, tra i più importanti del Medioevo.

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